RICORDATE PEOPLE FIRST ?
People First – prima la persona – è stato uno slogan con forte contenuto evocativo che ha caratterizzato il Summit G8 del Marzo 2009.
Il documento conclusivo del G8 dedicato ai temi sociali ed in particolare alle prospettive della dilagante disoccupazione ed all’impoverimento della popolazione, in conseguenza della crisi finanziaria che aveva coinvolto i mercati mondiali, conteneva una serie di strategie per fronteggiare la crisi, riaffermando la centralità di politiche strutturali rivolte alla creazione di posti di lavoro, di supporto ai redditi bassi, di sviluppo delle politiche di istruzione e di estensione delle politiche sociali soprattutto per le persone più deboli.
Il Ministro Sacconi ed il Governo Berlusconi ne fecero un manifesto!
Un manifesto, appunto; nessuna coerenza con le politiche che il Governo si era impegnato a mettere in campo per attenuare le pesanti ricadute sociali della crisi economica e finanziaria che continua a produrre conseguenze dolorose sulla condizione di lavoro e di vita delle persone., fatta eccezione per i provvedimenti riguardanti gli ammortizzatori sociali.
Ebbene, veniamo ai fatti: già il ‘libro bianco’ disegnava una prospettiva da ‘Stato Minimo’ all’interno di una logica compassionevole delle politiche pubbliche; ma con le manovre economiche che si sono succedute in questi due anni e mezzo di legislatura, si è ripetuto lo schema dei tagli lineari per tutte le voci di spesa dello Stato, senza alcuna logica selettiva, fino alla manovra 2011 che affianca al taglio mostruoso dei trasferimenti a Comuni e Regioni, le ulteriori riduzioni delle linee di finanziamento delle politiche sociali soprattutto nel settore dell’assistenza.
Ed allora c’è da chiedersi cosa sia first per il Governo, non certamente i diritti fondamentali delle persone!
Venerdì scorso abbiamo votato alla Camera la legge di bilancio 2011: una legge di TAGLI che azzera l’insieme delle politiche sociali che faticosamente erano state avviate nel nostro Paese.
E’ noto che noi siamo arretrati rispetto a molti paesi europei per le politiche a sostegno della famiglia, per la non autosufficienza e per le politiche di lotta alla povertà; con i governi Prodi, fra mille difficoltà erano state avviate alcune riforme importanti che necessitavano ora di continuità e di implementazioni finanziarie, ma la ‘rasoiata’ di Tremonti lascerà senza servizi ed aiuti economici essenziali molte centinaia di migliaia di persone, a partire dalla eliminazione di quel welfare locale che, sostenuto in piccola parte da finanziamenti statali, ha consentito ai Comuni, in collaborazione con i soggetti del terzo settore, di sviluppare esperienze significative nel contrasto alla povertà e nel sostegno a servizi all’infanzia, ai disabili, alle persone anziane non autosufficienti.
I tagli operati dal Governo rappresentano una scelta molto grave anche in relazione alla fase di discussione sui provvedimenti attuativi del Federalismo fiscale: è sempre più concreto il rischio di approvazione dei provvedimenti riguardanti i cosiddetti ‘costi standard’ in assenza della definizione dei livelli essenziali di assistenza sociale e ciò determina il ‘congelamento’ delle grandi differenze nella offerta dei servizi che oggi esiste nelle diverse realtà territoriali del nostro Paese.
Propongo un confronto fra alcune linee di spesa risultanti nell’ultima finanziaria del Governo Prodi (2008) ed il Bilancio 2011 appena approvato, ora all’esame del Senato: la tabella che segue, parla da sola.
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Politiche Sociali |
2008 |
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2010 |
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2011 |
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2008/2011 |
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Fondo Politiche Sociali - legge 328/2000 |
929,3 |
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435,2 |
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273,8 |
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-70% |
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Fondo Non Autosufficienza |
300 |
|
400 |
|
0 |
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-100% |
|
Fondo politiche familiari |
348 |
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185,3 |
|
51,5 |
|
-85% |
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Piano triennale Asili Nido |
206 |
|
0.00 |
|
0.00 |
|
-100% |
|
Fondo politiche giovanili |
139 |
|
94,1 |
|
12,7 |
|
-90% |
|
Fondo sociale affitti |
205,6 |
|
143,8 |
|
32,9 |
|
-83% |
|
Fondo politiche pari opportunità |
64,4 |
|
3,3 |
|
17,2 |
|
-73% |
|
Fondo infanzia adolescenza |
43,9 |
|
40 |
|
39 |
|
-11% |
|
Agenzia giovani |
0 |
|
0,4 |
|
0,05 |
|
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|
Fondo nazionale servizio civile |
303 |
|
170,3 |
|
110 |
|
-63% |
|
Fondo nazionale inclusione immigrati |
100 |
|
0 |
|
0 |
|
-100% |
|
fondo 5 per mille |
415 |
|
400 |
|
100 |
|
-74% |
|
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Sanità |
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Contributo San Gallicano |
10 |
|
0 |
|
0 |
|
-100% |
|
Fondo attività ricerca sanitaria |
335,8 |
|
306,3 |
|
300 |
|
-10% |
|
Lega italiana contro i tumori |
4 |
|
1 |
|
0,05 |
|
-98% |
|
Croce rossa italiana |
29,7 |
|
28,7 |
|
26 |
|
-12% |
|
Randagismo |
4,9 |
|
3,4 |
|
0,7 |
|
-85% |
|
encefalopatie spongiformi |
30,3 |
|
25,6 |
|
18,5 |
|
-38% |
|
procreazione medicalmente assistita |
6,8 |
|
5,1 |
|
1,2 |
|
-82% |
|
agenzia italiana Farmaco |
44,9 |
|
35,7 |
|
30,0 |
|
-33% |
|
fondo defibrillatori |
|
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4,0 |
|
2,0 |
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edilizia sanitaria |
784 |
|
2120 |
|
236 |
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compensazione ticket sanitari |
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850 |
|
347,5 |
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(le cifre sono in milioni di euro)
Sottolineo in particolare:
- l’azzeramento del fondo destinato a finanziare il Piano straordinario degli Asili Nido, del fondo per la non autosufficienza e del fondo nazionale per le politiche di inclusione degli immigrati;
- la insignificanza dei fondi destinati alla edilizia sanitaria per cui sarà impraticabile ogni azione programmatoria per razionalizzare l’offerta ospedaliera;
- la limitazione del fondo per compensare il gettito dei ticket sanitari al 31 maggio 2011: significa che dall’1 giugno 2011 le regioni dovranno applicare nuovi ulteriori ticket sulle prestazioni sanitarie;
- non c’è traccia nel bilancio dell’unica misura contro la povertà messa in campo dal Governo –peraltro discutibile per le modalità di applicazione – la cosiddetta ‘social card’ così come non c’è traccia del bonus famiglia riconosciuto alle famiglie con figli nel solo anno 2009.
Infine è da sottolineare il ‘sequestro’ operato dal Governo della quota del 5 per mille che ciascun contribuente decide di devolvere ad organismi onlus, di volontariato o enti di ricerca: il gettito destinato a queste finalità ogni anno si aggira sui 400 milioni di euro, ma Tremonti ha deciso di stabilire per il 2011 un tetto di 100 milioni, contravvenendo allo spirito della legge e prescindendo dalle libere volontà dei contribuenti italiani. E’ la evidente prova di quanto poco il Governo di centrodestra rispetti il principio di sussidiarietà ed il ruolo insostituibile del terzo settore in molti ambiti dei servizi sociali.
21 novembre 2010 Margherita Miotto